Ecco perché il taglio dei vitalizi è solo una bandierina elettorale.

La domanda che ogni cittadino dovrebbe farsi è “quanto è lo stipendio di un parlamentare italiano e cosa andrebbe tagliato?”.

Ecco solo alcuni numeri, attualmente i deputati hanno diritto a un’indennità lorda di 11.703 euro. Al netto sono 5.346,54 euro mensili più una diaria di 3.503,11 e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro. Ad essi si aggiungono 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti.

Per riassumere

11.703+(3.503,11+3.690+100+1.331,7)= 20.327,71

Nel calcolo precedente tutte le somme tra parentesi sono i rimborsi aggiuntivi allo stipendio. Rendiamoci un po’ conto che duplicano quasi i costi che gli italiani devono sopportare per mantenere sulle loro poltrone i deputati chiamati a rappresentarli, indipendentemente dal colore politico, con e senza stelle.

Da giorni, anzi da mesi, sentiamo di tagli ai vitalizi come panacea dei mail dell’Italia e molti italiani sopraffatti da un senso di rabbia che deriva dall’oggettiva difficoltà ad affrontare il quotidiano hanno voluto dar fiducia a chi ha saputo cavalcare questo malessere. Però c’è sempre un però… Qualcuno si è chiesto dove andrebbero a finire i soldi qualora dovessero essere aboliti i vitalizi? Quindi per la prima volta casca l’asino tagli agli sprechi senza un piano di riorganizzazione dei fondi “risparmiati”.

Torniamo per un attimo al calcolo precedente, piuttosto che tagliare i vitalizi pensiamo ai tagli che si potrebbero fare ai costi attuali della politica. A conti fatti 8624,38 euro mensili che moltiplicato per il numero di Deputati e Senatori ammontano ad una somma mensile pari a 8.193.161 Euro (98.317.932 Euro/Anno).

Ecco una proposta sensata che riporterebbe nell’economia reale tale somma da re-investire in innovazione e aiuti alle imprese, magari con la costituzione di un fondo di garanzia. “Taglio totale delle indennità aggiuntive allo stipendio”, queste si che sono un’offesa alla dignità degli italiani. A quei lavoratori che devono spostarsi di regione, e penso agli insegnanti che si spostano dal sud al nord, a chi lavora in fabbrica e deve ogni giorno fare il pendolare, perché a loro nessuno rimborsa l’affitto della casa oppure i costi del biglietto dei mezzi pubblici (non si sognerebbero mai di prendere il taxi per andare a lavoro).

Quindi basta con le bandierine elettorali che fanno leva sulla rabbia degli italiani, è il momento di proporre tagli strutturali che permangano nel tempo e che colpiscano i privilegi, quelli veri. Cancellare i vitalizi oltre che facilmente impugnabile alla Corte Europea risulterebbe una misura inutile ed i cui risultati non si riuscirebbero nemmeno a percepire.

Tagli si ma quelli veri.

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